Una giornata allo Skatepark di Ostia per capire come si fa a diventare dei campioni
- Sveva Bucci
- 25 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Roma si scopre capitale mondiale dello skateboard. Al The Spot di Ostia si stanno infatti disputando i Campionati del Mondo Park 2023, validi anche come tappa di qualificazione olimpica. Ed è spettacolo vero. Nella bellissima struttura del Comune capitolino sono arrivati i migliori atleti del pianeta, pronti a sfidarsi con acrobazie e trick da brividi.
La struttura, del resto, è a detta degli stessi campioni una delle migliori in assoluto. Questo non solo per l’opera in sé realizzata da Roma Capitale, ma anche per l’attenta gestione di William Zanchelli, che da ormai tanti anni è considerato il papà dello skateboard italiano. «Questo evento è un sogno che si realizza, spiega a Vanity Fair, «ci rende orgogliosi del percorso fatto fin qui e ci dà forti motivazioni per proseguire».
Al The Spot, tra gli altri, si allena spesso Alessandro Mazzara, la punta di diamante dello skateboard italiano. Diciannove anni, romano, Alessandro ha già partecipato alle Olimpiadi di Tokyo ed è pronto al bis. «Mi sto preparando per Parigi», ci dice, «purtroppo la mia prima partecipazione ai Giochi è stata minata dal Covid, non abbiamo potuto goderci tutto appieno. Stavolta sarà diverso e non vedo l’ora».
Alessandro Mazzara ci svela come si è avvicinato al mondo dello skateboard e cosa significa oggi per lui far parte del circuito. «Fino a sei anni non avevo mai visto uno skateboard in vita mia, poi un giorno mio padre mi ha portato ad uno skatepark vicino casa (nel quartiere di Cinecittà, ndr) e da quel momento ho iniziato a praticare questo sport».
«Per me è sempre stato, e lo è ancora, puro divertimento. Col passare del tempo ho capito che potevo diventare un professionista, ma la parte ludica dell’attività non l’ho mai persa. Continuo a pensare che lo skateboard sia libertà e divertimento».
Per raggiungere gli obiettivi, comunque, servono impegno e costanza. «Ovviamente, essere un atleta professionista comporta una serie di obblighi. Ad esempio, mi alleno due volte al giorno, la mattina in palestra un’ora e mezza e il pomeriggio almeno due ore sullo skateboard. Sono anche seguito da un nutrizionista, quindi seguo una dieta studiata per farmi rendere al meglio».
«Ai bambini che si stanno avvicinando allo skateboard dico di farlo con passione e di divertirsi sempre. Io non ho mai pensato di diventare ciò che sono oggi e, in fondo, ancora fatico a credere di essere tra i migliori del mondo!».
Tra i tanti atleti che in questi giorni stanno riempiendo gli occhi del pubblico che sta affollando le tribune del The Spot c’è anche la quindicenne Sky Brown, skater e surfista britannica nata in Giappone a Miyazaki. Sky, nonostante la giovanissima età, è già una celebrità. A Tokyo ha vinto la medaglia di bronzo e a Parigi può fare il grande colpo. Intanto è già medaglia d’oro sul web, dove registra più di 1.3 milioni di follower.
La sua fama, ha addirittura portato la Mattel a realizzare una Barbie Sky Brown, con tanto di skateboard in mano. Oltre alle star, allo skatepark The Spot di Ostia ci sono tantissimi appassionati di tutte le età: chi frequenta solo per divertimento e chi sogna di diventare il nuovo Tony Hawk. Tutti insieme, perché non c’è sport più universale dello skateboard.





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